Giovedì 8 maggio 2008 – ore 21
Sala “N. Brambilla” – Centro Culturale – Via Montebello, 2
Bambini invisibili:
proiezione del film “All invisible children” - UNICEF
Con la presenza del regista scrittore Mehdi Charef
L’iniziativa, che rientra nel programma celebrativo del 63° Anniversario della Liberazione come proposta della Consulta per la Pace di Stradella, fa parte dell’ampio progetto del Comitato Provinciale di Pavia per l’UNICEF denominato: VERSO CITTA’ AMICHE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE, patrocinato anche dal Comune di Stradella, che comprende una serie di iniziative (convegno, ricerca, proiezioni di film, expò, celebrazioni) di sensibilizzazione e di promozione di una cultura e una politica sociale rivolta concretamente all’attuazione dei diritti dell’infanzia.
All The Invisible Children di Aa.Vv.
"All the Invisible Children" è un film ad episodi nato per raccontare la condizione dei bambini in sette luoghi del mondo. Due soli vincoli sono stati posti agli autori: che la durata non superasse i 15 minuti e che ogni regista parlasse dei bambini della propria nazione.
Visto il tema altamente a rischio retorica e deja-vu, e l'eterogeneitĂ degli autori non poteva che nascere un film diseguale, sia nelle forme che nei risultati.
Inizia Mehdi Charek con "Tanza", un bambino-soldato di 12 anni che in un luogo imprecisato dell'Africa nera vive la sua vita fianco a fianco con la morte.
"Blue Gipsy" ci porta nella ex-Jugoslavia tanto cara a Kusturica, dove un bambino zingaro si trova a dover scegliere tra la costrizione del riformatorio e quella di un padre padrone che lo vuole ladro.
Spike Lee con "Jesus Children of America" racconta la vita quotidiana di una bambina vittima dell'AIDS, origine e prodotto di tutta una serie di oppressioni quotidiane.
"Bilu e Joao" sono due bambini di San Paolo del Brasile seguiti da Katia Lund nella loro quotidiana lotta per la sopravvivenza;
Ridley Scott, insieme a sua figlia Jordan, ci parla con "Jonathan" di un fotoreporter in crisi di coscienza, in viaggio tra presente e ricordi d'infanzia.
Il "Ciro" di Stefano Veneruso è un bambino di Napoli che in altri tempi sarebbe stato uno sciuscià oppure uno scugnizzo.
John Woo chiude con "Song Song e Little Cat", il lato ricco e quello poverissimo della Cina di oggi.
Al di là delle vicende narrate, che spesso rappresentano una scelta obbligata quando non stereotipa (Italia = Napoli, Usa = Bambini di colore nei sobborghi...), la differenza tra i vari corti è nell'approccio, che talvolta fugge verso la teoria o certe forme di retorica consolatoria (Scott, Woo, Veneruso), talaltra riesce ad essere efficace nel descrivere condizioni sempre e comunque disagiate (Charef, Lund, Lee, Kusturica).
Gli ultimi due citati sono comunque i migliori del lotto, e non a caso sono anche i migliori registi in senso assoluto, o comunque quelli più familiari ad un cinema che non è solo entertainment.
Titolo: All The Invisible Children (Id.)
Regia: Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Katia Lund, Jordan Scott & Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Woo Sceneggiatura: Mehdi Charef; Emir Kusturica; Cinque Lee, Joie Lee; Katia Lund, Eduardo Tripa; Jordan Scott; Diego De Silva; Li Qiang
Fotografia: Philippe Brelot, Milorad Glusica, Cliff Charles, Toca Seabra, James Whitaker, Vittorio Storaro, Zeng Nianping
Interpreti: Adama Bila, Elysée Rouamba, Rodrigue Ouattara; Uros Milovanovic, Dragan Zurovac, Vladan Milojevic; Hannah Hodson, Andre Royo, Coati Mundi; Vera Fernaneds, Francisco Anawake De Freitas; David Thewlis, Kelly MacDonald, Jack Thompson; Daniele Vicorito, Emanuele Vicorito, Maria Grazia Cucinotta, Peppe Lanzetta, Ernesto Mahieux; Zhao Zicun, Qi Ruyi, Wang Bin
NazionalitĂ : Italia, 2005 Durata: 1h. 48'