Teatro Sociale

 
 
 

Nel 1844 la Società Azionisti nata per la costruzione del Teatro di Stradella acquistò il terreno necessario all’opera. Un anno prima, la stessa Società aveva affidato la stesura del progetto all’architetto Gian Battista Chiappa di Milano. Nel 1846 il Teatro fu costruito dalla ditta Fiori.
La costruzione del Teatro di Stradella s’inserì nella “stagione” dell’edificazione dei più importanti teatri della zona: nel 1773 era stato realizzato quello di Pavia, nel 1823 quello di Castel San Giovanni, nel ’40 quello di Piacenza, nel ’45 quello di Voghera e nel 1873 sarà inaugurato quello di Vigevano. Fra i sostenitori del teatro, anche Agostino Depretis, all’epoca avvocato e amministratore incaricato della conduzione dei beni della famiglia Gazzaniga Arnaboldi. L’inaugurazione avvenne il 7 settembre 1846. In cartellone tre opere, tutte con la Compagnia dell’agenzia Bonola per contro dell’impresa Scannavino e C. : l’ “Ernani” di Giuseppe Verdi, opera inaugurale; “La Nina pazza per amore” di Pietro Coppola e “Odio e amore” dello stradellino Giovanni Quaquerini. Direttore musicale: Angelo Mariani. A distinguersi negli spettacoli fu soprattutto Marietta Gazzaniga, soprano vogherese, star del palcoscenico dell’epoca.
Il modello architettonico del Teatro di Stradella fu il Teatro alla Scala di Milano del Piermarini, realizzato nel 1778: pianta a ferro di cavallo e 3 ordini di palchi più loggione (il terzo ordine e il loggione furono aggiunti nel 1910, su disegno dell’architetto Cesare Brotti), 44 palchetti totali, ciascuno di proprietà di un diverso azionista depositario di una quota corrispondente alla posizione e all’ampiezza del palchetto. Ogni proprietario poté scegliere una personale decorazione per il soffitto del palchetto: ancor oggi, i palchetti, là dove il restauro l’ha reso possibile, presentano i soffitti originari. In corrispondenza del secondo ordine si trovava (e si trova) il cosiddetto “ridotto”, adibito a feste e ricevimenti. Sul soffitto del Teatro era collocato un rosone con botola apribile dalla quale poteva scendere il lampadario, originariamente di legno e rame e con 12 braccia.
Il restauro che ha portato alla riapertura del Teatro, avvenuta il 30 aprile 2006, ha recuperato tutta la struttura originaria esistente e ancora in buone condizioni, compresa la facciata composta da tre portali, un balconcino, balaustre e un bassorilievo con maschere e strumenti musicali. Dal 1949 il Teatro di Stradella è Monumento Nazionale.