Integrazione rette strutture

Si tratta di un intervento di natura economica che il Comune pone a carico del proprio bilancio per  servizi residenziali, a favore di anziani, persone con disabilità, adulti in situazioni di estrema fragilità, degrado ed emarginazione.

Per poter beneficiare  dell’integrazione della retta, l’anziano, la persona con disabilità o chi ne cura gli interessi, rivolge domanda al Comune corredata dalla dichiarazione sulla situazione economica reddituale e patrimoniale, tenendo conto di quanto contenuto nel contratto di ricovero.

Per avere diritto all’integrazione  occorre essere stati residenti anagraficamente nel Comune per almeno un anno prima del ricovero.

L’integrazione viene erogata solo nel caso in cui l’anziano e/o l’inabile ed i parenti tenuti agli alimenti (coniuge, figli o altri familiari che vi possano concorrere)  non siano in grado di pagare interamente la retta per la permanenza nella struttura ospitante.
L’assistito è tenuto al pagamento della retta di ricovero con l’ammontare complessivo dei proventi percepiti di qualsiasi natura e con l’ammontare complessivo del proprio patrimonio mobiliare, facendo salva una franchigia di € 4.000,00 per eventuali spese previste future.
L’eventuale integrazione del Comune sarà pari alla differenza fra l’ammontare della retta e le somme versate dall’assistito e dai familiari.

L’integrazione del Comune è versata direttamente a favore della struttura residenziale ospitante.
Viene escluso l’intervento comunale nel caso in cui il ricoverato sia proprietario di beni immobili nei quali non risiedano il coniuge e i figli o i genitori. In tali casi può essere concesso l’intervento solo a condizione che tra le parti vengano definite specifiche modalità di cessione o di comodato gratuito dei suddetti immobili in favore dell’Amministrazione Comunale e/o vengano adottati specifici atti esecutivi o conservativi.
Tali immobili possono essere gestiti ed utilizzati al fine di garantire la copertura parziale o totale dell’intervento economico integrativo.
E’ fatto salvo, in ogni caso, l’intervento del Comune, sulla base di relazione scritta dell’assistente sociale, confermata dal Responsabile del Servizio, con presa d’atto deliberata dalla Giunta Comunale, in presenza di situazioni di emergenza, di abbandono o di grave disagio socio-economico.
In tali casi si dovrà provvedere a produrre tempestivamente ricorso per la nomina di amministratore di sostegno.