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La fisarmonica un pò di storia

 

L’ancia libera, il generatore del suono della Fisarmonica, fu ideata dall’uomo in estremo oriente nel III millennio a.C. nel concepire un ancestrale piccolo organo portatile a bocca chiamato Sheng.
Tale sistema sonoro fu introdotto in Europa nel XVI secolo, e adottato in uno dei modelli di Organo Regale ; in seguito, inserito negli organi a canne come registro di fisarmonica, per la propria maggiore dinamica. Nella seconda metà del secolo XVIII in quasi tutti gli stati europei ebbero inizio esperimenti tesi a creare nuovi strumenti musicali ad ancia libera, più economici del tradizionale Organo a canne e adatti a spazi limitati.
Dopo mezzo secolo di tentativi, l’anno 1829 fu configurato ciò che oggi si considera il primo embrione della Fisarmonica ad opera del viennese Cyrill Demian.
Era uno strumento portatile, azionato da un mantice dallo stesso suonatore, dotato di un’unica cassa armonica con tastiera a 5 pulsanti che poteva emettere solo 10 accordi di scala musicale diatonica -da cui il nome di Accordion - 5 nell’aprire il mantice ed altrettanti nel chiuderlo.
I contributi sperimentali, tendenti a migliorare le limitate possibilità espressive della nuova scatola sonora, continuarono in quasi tutto il Continente, realizzando diversi tipi di accordion e i più disparati congegni atti a fare musica. In Italia le prime Armoniche a mantice furono introdotte a Mantova dal 1838 e poi diffuse su tutta la penisola. Dovette però trascorrere ancora mezzo secolo prima che Mariano Dallapè, nella propria fabbrica di Stradella, ne completasse la lunga gestazione, mettendo a punto l’odierna Fisarmonica interamente funzionante a scala musicale cromatica l’anno 1890.
Lo stesso anno il Dallapè elaborò l’innovativa meccanica dei bassi ad accordi precostituiti tipo Stradella, adatta a fare musica in tutte le tonalità al pari degli strumenti musicali classici.
Si concluse in tal modo lo sviluppo sostanziale dell’originale boite à musique, e acquisito il pari lignaggio degli strumenti musicali classici, in grado di interpretare anche le più complesse partiture.
In seguito ne furono solamente migliorati i molti meccanismi con le moderne tecnologie e macchinari di alta precisione. Fece unicamente eccezione il congegno dei registri cambia voce, reso molto più efficace dei primordiali sistemi a più tastiere, mediante la dotazione di parecchie serie di voci attinenti a differenti ottave, le quali combinate fra loro consentirono dal 1937 sia la disponibilità di numerosi effetti timbrici,che l’estensione della tastiera.
Tuttavia lo stupendo suono delle antiche fisarmoniche fu mantenuto grazie ai tradizionali metodi di lavorazione dell’apparato voci, trasmessi senza soluzione di continuità dagli anziani maestri ai giovani allievi sino agli anni ’60 del secolo scorso.