Storia del Comune

Stradella, dall'antico stricta via, di antico non ha certo solo il nome. Il suo centro, di probabili origini romane, si trova sul tracciato della via Postumia. Pare inoltre che la zona, forse per posizione strategica e fertilità dei terreni, fu abitata in precedenza anche da tribù di Liguri e dai Celti. Prima del 1000 compare il nome della Rocca di Montalino che, ancora oggi, sovrasta l'abitato.
Qui, in posizione isolata in cima al poggio, si trova la Rocca di Montalino (citata in un documento del Barbarossa nell'XI secolo) che, attualmente adibita a residenze private, presenta finestre differenti per foggia e struttura ed un loggiato cinquecentesco chiuso in seguito alla realizzazione di una veranda.
Donata poi al Vescovo di Pavia, che diventa feudatario di Montalino e Stradella, la rocca vede sorgere alla fine del 1100 la bella basilica di S. Marcello in Montalino, importante monumento d'impronta romanica.
Teatro di scontri tra i Piancentini e Pavesi, verso la fine del 1200 il borgo venne saccheggiato ed incendiato, cosicché, nel 1300, il Vescovo Guido di Langosco fece costruire a sua difesa le grandi mura di mattoni lunghe un miglio, entro le quali, successivamente, i Visconti fecero erigere la Rocca inferiore.
Dopo i Visconti e gli Sforza, gli stradellini seguirono le sorti della Lombardia subendo la dominazione francese, spagnola ed austriaca. Attorno all'800 fu possedimento della casa di Savoia che, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, riprese ad amministrare il borgo.

 

La Rocca inferiore, acquistata dal Comune, venne abbattuta per aprire la piazza del mercato (l'attuale piazza Vittorio Veneto), e con essa il commercio di prodotti agricoli - tra cui l'ottimo vino - e i tessuti filati e tinti in paese. Sulla piazza, risparmiata dalle rivoluzioni armate, svetta ancora l'imponente simbolo di Stradella, la Torre civica, unica testimonianza diretta dell'antica città forte. Poco distante dalla Torre merlata, si possono inoltre ammirare la bella sede del municipio, il seicentesco Palazzo Isimbardi, e la Parrocchiale, della stessa epoca, dedicata ai Santi Nabore e Felice.
Passando per Stradella, val poi la pena visitare anche i suoi musei: il Museo della Fisarmonica, intitolato a Mariano Dallapè, che, nel 1876, impiantò a Stradella il suo primo laboratorio per la costruzione delle fisarmoniche, rendendo celebre (almeno dal punto di vista musicale) il paese in tutto il mondo, ed il Museo Naturalistico con le sue sezioni di botanica, ecologia, ambiente, ma soprattutto, geologia e paleontologia con reperti delle nostre zone Prima dell'anno Mille compare il nome della Rocca di Montalino che sorge ancora oggi sopra il colle sovrastante l'attuale abitato, e dopo il Mille la Rocca viene donata al Vescovo di Pavia che diventa il feudatario di Montalino e di Stradella, e lo rimane per otto lunghi secoli. Alla fine del primo secolo del secondo millennio si fa risalire anche la costruzione della bella Basilica di S. Marcello in Montalino, importante monumento di arte romanica che è giunto sino a noi dopo alterni periodi di splendore e di abbandono.
Le particolari condizioni di Stradella, così chiamata per la prima volta in un atto di vendita del 1029, diventata borgo vescovile, la misero al riparo dalle distruzioni nelle guerre del Barbarossa ma non dall'ondata di saccheggi durante gli scontri fra pavesi e piacentini. Venne così la necessità di fortificare il Borgo e se ne occupò prima il Vescovo Langosco che nel 1300 fece costruire le grandi mura in mattoni lunghe un miglio e, nel 1390, il Vescovo Centuario e Gian Galeazzo Visconti, Signore del Ducato di Milano, che fecero edificare la Rocca Inferiore entro le mura del borgo, sempre a difesa di Stradella.
l Savoia tornarono nel 1815 dopo la definitiva sconfitta di Napoleone e ripresero ad amministrare un Borgo che mostrava di volersi sviluppare, produrre e progredire nell'ordine. Il Comune acquistò la Rocca Inferiore nel 1829 e la fece demolire nel 1847 , risparmiando la Torre Merlata, per aprire la piazza al mercato, ossia ai commerci dei prodotti agricoli, in particolare del vino, che era di ottima qualità, e dei tessuti che venivano prodotti e tinti nel borgo. Fu avviata una profonda revisione urbanistica con la demolizione delle due porte, con il tracciato della Strada Nuova parallelo alla vecchia Romera, con la costruzione del Teatro e, poco dopo, dell'ospedale Gazzaniga.
La costruzione della prima linea ferroviaria Tortona-Stradella nel 1854 fu un fattore decisivo per il progresso come lo fu la presenza di Agostino Depretis, la cui attività fu dedicata, oltre che alla politica e al governo, anche ai problemi dell'OItrepò e di Stradella, suo collegio elettorale. La sua notorietà si appoggia su quattro robusti pilastri: la posizione geografica, il vino, la figura di Depretis e la prestigiosa fisarmonica. Con questi quattro elementi Stradella ha fatto la sua Storia.

 
 
 
Monumento Depretis
Monumento Depretis
Fontana 4 cannoni
Fontana 4 cannoni
 
 
 
Municipio
Municipio
Torre Civica
Torre Civica