I CANI ABBANDONATI DEL NOSTRO TERRITORIO

Negli ultimi decenni, gli animali definiti da “affezione” hanno assunto sempre maggiore rilievo nella nostra società, al punto tale da essere sempre più integrati nel nucleo familiare e prendere parte attiva nella vita di tutti i giorni.


Anche il numero di persone che vive con animali domestici è cresciuto notevolmente ed il mutare delle condizioni di convivenza fra uomo e animale, soprattutto nei contesti urbani, ha contribuito a far crescere la sensibilità nei confronti di questi ultimi all’abbandono dei cani ed alimentando il fenomeno del randagismo, intendendo con tale definizione la presenza sul territorio di cani vaganti, randagi o inselvatichiti.


Controllare questo fenomeno quindi è estremamente importante, poiché le ripercussioni che può avere sulla situazione sanitaria comunale e regionale, sull’incolumità pubblica lo pongono come una vera e propria emergenza sociale. Il fenomeno del randagismo per essere gestito al meglio prevede un approccio multidisciplinare intestato ai vari rami dell’Amministrazione, a causa della molteplicità degli aspetti e dei risvolti etici, economici e sociali che esso determina.


I comuni, (ai sensi della legge 14 agosto 1991, n.281, e alla legge regionale 3 luglio 2009, n.33, sono tenuti ad eseguire una serie di adempimenti tra i quali:

  • Affidare i cani vaganti catturati, per i quali non è stato possibile procedere alla identificazione, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati;
  • Stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche iscritte all’Albo regionale ovvero con rifugi per il ricovero privati per l’affidamento e il mantenimento dei cani catturati, non reclamati e/o per i quali non è possibile la reimmissione sul territorio;

L’Amministrazione Comunale di Stradella, particolarmente attenta anche al benessere degli animali, intende promuovere l’affidamento dei cani randagi ritrovati sul territorio ed ospitati presso la struttura deputata alla custodia e cura convenzionata con il Comune.


In ottemperanza alle suddette  Legge 281/91 e alla L.R. n° 33/2009, il Comune è attualmente convenzionato con la struttura ENPA “ CASCINA QUADRIFOGLIO” di San Genesio ed Uniti – Strada per Mirabello n. 6.


Attualmente sono tre gli ospiti del canile, che aspettano una famiglia che li accolga.




Eccoli:


Pelusa

Pelusa è un cane di taglia media già sterilizzata.
Pelusa è un cane di taglia media già sterilizzata.
 

Pelusa è un cane di taglia media già sterilizzata.




Montego

Montego
Montego

Spot

Spot
Spot

Montego e Spot sono cani di taglia grande.






Andate al canile di  “ Cascina Quadrifoglio” a San Genesio a regalare un po' del vostro tempo ai senza famiglia.

Diamo una seconda vita ai cani “dimenticati”.

Accogliete un cane abbandonato nella vostra vita: non ve ne pentirete!






Prima di chiudere la pagina desidero  riportare, per una breve riflessione, la parafrasi di un passo dell’Odissea di Omero (Odissea libro XVII –Versi 290-329 “ Il cane di Odisseo”), che riguarda il ritorno di Ulisse ad Itaca in incognito per non farsi riconoscere dai Proci.


“Mentre dicevano questo tra loro, un cane che stava disteso, drizzò il capo e le orecchie. Si trattava di Argo, il cane del tenace Odisseo (Ulisse), che un tempo egli stesso  allevò, e mai potè godere nelle cacce, perché assai presto parti l’eroe per la sacra Ilio (Troia). Già contro i cervi e le lepri e le capre selvatiche lo spingevano i giovani; ma ora,lontano dal padrone, giaceva abbandonato sul letame di buoi e muli che presso le porte della reggia era raccolto, fin quando i servi lo portavano sui campi a fecondare il vasto podere di Odisseo.
E là Argo giaceva tutto pieno di zecche.
E quando Odisseo gli fu vicino, ecco agitò la coda e lasciò ricadere le orecchie; ma ora non poteva accostarsi di più al suo padrone. E Odisseo volse altrove lo sguardo e s’asciugò una lacrima senza farsi notare da Eumèo; e poi disse:” Certo è strano, Eumèo, che un cane come questo si lasci abbandonato sul letame. Bello è di forme; ma non so se un giorno, oltre che bello, era anche veloce nella corsa, o non era che un cane da convito, di quelli che i padroni allevano solo per il fasto”. E a lui, così rispose Eumèo, guardiano di porci: “ Questo è il cane di un uomo che morì lontano.
Se ora fosse di forma e di bravura come, partendo per Troia, lo lasciò Odisseo, lo vedresti con meraviglia così veloce e forte.
Mai una fiera sfuggiva nel folto della selva quando cacciava, seguendone abile le orme. Ma ora infelice patisce. Lontano dalla patria è morto il suo Odisseo; e le ancelle, indolenti, non si curano di lui. Di malavoglia lavorano i servi senza il comando dei padroni, poi che Zeus che vede ogni cosa, leva a un uomo metà del suo valore, se il giorno della schiavitù lo coglie”.
Così disse, ed entrò nella reggia incontro ai Proci.
E Argo, che aveva visto Odisseo dopo vent’anni, ecco, fu preso dal Fato della nera morte “.





Arch. Roberta REGUZZI
ASSESSORE ALLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA E EDILIZIA PRIVATA - ECOLOGIA –
RAPPORTI CON LE FRAZIONI




REFERENTI  COMUNALI PER LE ADOZIONI

Assessore: Arch. Roberta Reguzzi

roberta.reguzzi@comune.stradella.pv.it

Assessore: Dott. Maria Grazia Vercesi

mariagrazia.vercesi@comune.stradella.pv.it